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Stimatori: come si giudica una stima

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Le misure sono sempre affette da rumore. Per gestire questa incertezza, nell'identificazione dei modelli i dati si trattano come variabili casuali: valori che dipendono dall'esito di un esperimento casuale. Da qui discende tutto il resto, compreso il modo di giudicare una stima.

Richiami

Di una variabile casuale vv servono soprattutto due numeri:

  • il valore atteso E[v]\mathbb{E}[v], la media dei valori possibili pesata con la loro probabilità. È lineare: E[αv1+βv2]=α E[v1]+β E[v2]\mathbb{E}[\alpha v_1 + \beta v_2] = \alpha\,\mathbb{E}[v_1] + \beta\,\mathbb{E}[v_2];
  • la varianza Var⁡(v)=E[(v−E[v])2]\operatorname{Var}(v) = \mathbb{E}\bigl[(v - \mathbb{E}[v])^2\bigr], quanto i valori si allontanano dalla media. La sua radice è la deviazione standard σ\sigma.

Con più variabili, la covarianza misura quanto variano insieme; se è zero le variabili sono scorrelate. Due variabili indipendenti sono sempre scorrelate, ma non vale il contrario: possono dipendere l'una dall'altra in modo non lineare.

Stima e stimatore

Vogliamo conoscere l'altezza media degli studenti di un corso, ma ne possiamo misurare solo dieci. La regola "faccio la media dei dieci" è uno stimatore: una funzione dei dati. Il numero che esce applicandola ai dieci studenti misurati è una stima.

Con altri dieci studenti, la stessa regola darebbe un numero diverso. Lo stimatore quindi è a sua volta una variabile casuale: ha una distribuzione, un valore atteso e una varianza. E la bontà di uno stimatore si giudica da quella distribuzione, non da una singola stima fortunata.

Proprietà

Indichiamo con θ0\theta^0 il valore vero del parametro e con θ^\hat\theta lo stimatore.

Correttezza. Lo stimatore è corretto (unbiased) se in media centra il valore vero:

E[θ^]=θ0\mathbb{E}[\hat\theta] = \theta^0

La differenza E[θ^]−θ0\mathbb{E}[\hat\theta] - \theta^0 si chiama bias, o distorsione. Se il bias va a zero solo quando i dati NN tendono a infinito, lo stimatore è asintoticamente corretto.

Consistenza. Al crescere di NN, la probabilità di sbagliare di più di una qualsiasi quantità fissata tende a zero: con abbastanza dati, la stima diventa precisa quanto si vuole.

Varianza minima. Tra due stimatori corretti è migliore quello con varianza più piccola, perché le sue stime si disperdono meno. Ma quanto piccola può essere?

C'è un limite, la disuguaglianza di Cramér-Rao: nessuno stimatore corretto può avere varianza più piccola dell'inverso dell'informazione di Fisher, che dipende da quanto i dati "dicono" sul parametro. È un limite strutturale: i dati sono rumorosi, quindi non saranno mai informativi al 100%. Uno stimatore che raggiunge il limite si dice efficiente.

Errore quadratico medio

Uno stimatore distorto non è per forza da buttare. Per confrontare stimatori qualsiasi si usa l'errore quadratico medio, che tiene conto di entrambi gli aspetti:

MSE=E[(θ^−θ0)2]=bias2+Var(θ^)\text{MSE} = \mathbb{E}\bigl[(\hat\theta - \theta^0)^2\bigr] = \text{bias}^2 + \text{Var}(\hat\theta)

Uno stimatore leggermente distorto ma molto più stabile può avere un MSE più basso di uno corretto ma ballerino.

Esempio: dividere per N o per N − 1?

La media campionaria μ^=1N∑y(i)\hat\mu = \frac{1}{N}\sum y(i) è corretta e consistente. Per la varianza invece ci sono due candidati, che differiscono solo per il denominatore:

SN2=1N∑i=1N(y(i)−μ^)2S^2_{N} = \frac{1}{N} \sum_{i=1}^{N} \bigl(y(i) - \hat\mu\bigr)^2 SN−12=1N−1∑i=1N(y(i)−μ^)2S^2_{N-1} = \frac{1}{N-1} \sum_{i=1}^{N} \bigl(y(i) - \hat\mu\bigr)^2

Proviamo al computer: estraiamo 5 valori da una gaussiana di varianza vera 4, calcoliamo le due stime, e ripetiamo 200.000 volte.

Stimatore Media delle stime Bias Varianza MSE
SN−12S^2_{N-1} 4,01 ≈ 0 8,08 8,08
SN2S^2_{N} 3,21 −0,8 5,17 5,80

Dividere per N−1N - 1 dà uno stimatore corretto: in media centra 4. Dividere per NN lo sottostima sistematicamente di un quinto, perché gli scarti sono misurati dalla media del campione, che è più vicina ai dati di quanto lo sia la media vera.

Eppure SN2S^2_{N} ha un errore quadratico medio più basso: perde in bias, ma guadagna di più in varianza. Questo compromesso tra bias e varianza tornerà, in grande, quando i "parametri" da stimare saranno interi modelli: lo vedremo nell'articolo su bias, varianza e overfitting.

Con molti dati la differenza sparisce: SN2S^2_{N} è asintoticamente corretto, e anche lui consistente.

Dimostrazioni: la media e la varianza campionaria

Media campionaria corretta. Per linearità del valore atteso, se ogni y(i)y(i) ha media μ\mu:

E[μ^]=1N∑i=1NE[y(i)]=1N Nμ=μ\mathbb{E}[\hat\mu] = \frac{1}{N} \sum_{i=1}^{N} \mathbb{E}[y(i)] = \frac{1}{N}\, N \mu = \mu

Se i dati sono indipendenti con varianza σ2\sigma^2, Var⁡(μ^)=σ2/N\operatorname{Var}(\hat\mu) = \sigma^2/N: tende a zero, quindi è anche consistente. Con dati gaussiani è esattamente il limite di Cramér-Rao, quindi la media campionaria è efficiente. Nella simulazione: varianza 0,80, contro 4/5=0,84/5 = 0{,}8.

SN−12S^2_{N-1} corretto. Si usa Var⁡(v)=E[v2]−E[v]2\operatorname{Var}(v) = \mathbb{E}[v^2] - \mathbb{E}[v]^2, cioè E[y2]=σ2+μ2\mathbb{E}[y^2] = \sigma^2 + \mu^2 e E[μ^2]=σ2/N+μ2\mathbb{E}[\hat\mu^2] = \sigma^2/N + \mu^2. Sviluppando il quadrato:

∑i=1N(y(i)−μ^)2=∑i=1Ny(i)2−Nμ^2\sum_{i=1}^{N} \bigl(y(i) - \hat\mu\bigr)^2 = \sum_{i=1}^{N} y(i)^2 - N\hat\mu^2

e passando ai valori attesi:

E[∑(y(i)−μ^)2]=N(σ2+μ2)−(σ2+Nμ2)=(N−1) σ2\begin{aligned} \mathbb{E}\Bigl[\textstyle\sum (y(i) - \hat\mu)^2\Bigr] &= N(\sigma^2 + \mu^2) \\ &\quad - (\sigma^2 + N\mu^2) \\ &= (N-1)\,\sigma^2 \end{aligned}

Dividendo per N−1N - 1 si ottiene esattamente σ2\sigma^2. Dividendo per NN si ottiene N−1Nσ2\frac{N-1}{N}\sigma^2: con N=5N = 5 e σ2=4\sigma^2 = 4, proprio 3,2.

I numeri della tabella. Con dati gaussiani Var⁡(SN−12)=2σ4/(N−1)=8\operatorname{Var}(S^2_{N-1}) = 2\sigma^4/(N-1) = 8. SN2S^2_N è SN−12S^2_{N-1} moltiplicato per 0,80{,}8, quindi ha varianza 0,64⋅8=5,120{,}64 \cdot 8 = 5{,}12 e MSE 0,82+5,12=5,760{,}8^2 + 5{,}12 = 5{,}76. La simulazione dà 5,17 e 5,80.

  • Uno stimatore è una funzione dei dati, quindi una variabile casuale; la stima è il valore che assume sui dati osservati.
  • Corretto: in media centra il valore vero. Consistente: con più dati diventa preciso quanto si vuole.
  • Tra stimatori corretti si preferisce quello a varianza minima; il limite di Cramér-Rao dice quanto in basso si può arrivare.
  • In generale conta l'MSE = bias² + varianza: un po' di bias può valere la pena, se riduce molto la varianza.