Minimi quadrati: quanto è affidabile la stima
Negli articoli precedenti abbiamo stimato che un metro quadro vale 2,061 k€. Ma quel numero viene da dieci appartamenti: con altri dieci, la retta sarebbe stata un po' diversa. Quanto ci si può fidare di quella stima?
L'esperimento
Supponiamo che i prezzi seguano davvero una retta, più un rumore casuale: tutto ciò che il modello non vede, come piano, esposizione e trattativa. In un computer possiamo fissare la retta "vera", 20 k€ più 2 k€ al m², aggiungere un rumore gaussiano con deviazione standard di 5 k€ e generare dieci prezzi. Poi lo rifacciamo 100.000 volte, e ogni volta stimiamo la retta con i minimi quadrati.
Ecco come si distribuiscono le 100.000 stime della pendenza:
Si vedono due cose: la campana è centrata sul valore vero ed è larga quanto basta a dire quanto può sbagliare una singola stima.
In media la stima è giusta
La media delle 100.000 stime è 2,000: proprio il valore vero. Ogni singola stima sbaglia un po', a volte in eccesso e a volte in difetto, ma non c'è un errore sistematico. Lo stimatore a minimi quadrati si dice corretto:
Qui è il vettore dei parametri stimati (intercetta e pendenza) e quello della retta vera.
Quanto sbaglia una singola stima
La larghezza della campana si calcola anche senza simulare. Se le superfici sono fissate e gli errori hanno media zero, sono incorrelati e hanno tutti la stessa varianza :
dove contiene le superfici osservate. Il risultato è una matrice: sulla diagonale ci sono le varianze di intercetta e pendenza, e la loro radice è la deviazione standard di ciascuna stima. Per la pendenza la formula prevede 0,0625 k€/m²; la simulazione dà 0,0623.
Dice anche come ridurre l'incertezza. Con lo stesso rumore di 5 k€ e superfici distribuite uniformemente nell'intervallo indicato:
| Cosa cambia | Deviazione standard della pendenza (k€/m²) |
|---|---|
| 10 appartamenti, da 40 a 120 m² | 0,062 |
| 40 appartamenti, da 40 a 120 m² | 0,033 |
| 10 appartamenti, tutti tra 75 e 85 m² | 0,495 |
- Più dati: quadruplicandoli, l'incertezza si dimezza. Con abbastanza dati la stima arriva al valore vero, e per questo lo stimatore si dice consistente.
- Dati più vari: con superfici tutte simili la stima è otto volte più incerta. È come capire l'inclinazione di un'asse guardandone solo un pezzetto.
Sui dati veri
Nella realtà la retta vera non si conosce, e nemmeno il rumore. Il rumore però si può stimare dai residui, e la formula restituisce l'errore standard di ogni parametro:
| Parametro | Stima | Errore standard |
|---|---|---|
| prezzo al m² | 2,061 k€/m² | ± 0,068 k€/m² |
| intercetta | 22,3 k€ | ± 5,6 k€ |
Da qui si costruisce un intervallo di confidenza: la stima, più o meno circa 2 errori standard. Con pochi dati e rumore gaussiano il fattore è un po' più grande: con i nostri dieci appartamenti vale 2,31 (t di Student). Il prezzo al m² risulta così tra 1,90 e 2,22 k€/m²: una stima affidabile.
Il "95%" di un intervallo così è una proprietà del metodo: se si ripetesse la raccolta dei dati molte volte, gli intervalli costruiti in questo modo conterrebbero il valore vero in 95 casi su 100. L'intercetta invece è molto incerta, e anche per questo conviene non darle un significato concreto.
Quando non vale
Tutto questo regge se il modello è giusto. Non vale più se:
- la relazione vera non è lineare: la stima converge alla migliore retta possibile, che però non è il modello vero, anche con infiniti dati;
- manca una variabile importante e correlata con quelle incluse: per esempio l'età, se gli appartamenti grandi fossero anche i più vecchi. La superficie si prende una parte del suo effetto, e la stima diventa distorta;
- gli errori sono legati tra loro o hanno varianza diversa, come spesso nei dati nel tempo: la formula della varianza non vale più e gli errori standard possono ingannare.
Due dimostrazioni
Il modello vero è , con fissata e rumore a media zero, incorrelato e di varianza . Sostituendolo nelle equazioni normali:
Correttezza. non è casuale e , quindi .
Varianza. La parte casuale è con . La varianza di è :
Errore standard. È la radice dell'elemento diagonale corrispondente: per la pendenza, , contando dall'intercetta come parametro 1.
Sui dati reali si usa , dove è il numero di parametri stimati, intercetta inclusa: qui , quindi gradi di libertà. Si divide per perché i parametri hanno già "assorbito" parte del rumore. Con superficie ed età più intercetta sarebbero e 7 gradi di libertà.
Intervallo al 95%. Con errori gaussiani si usa il quantile della t di Student con gradi di libertà, : .
Riepilogo
- La stima cambia con i dati, ma in media è giusta: lo stimatore a minimi quadrati è corretto.
- La sua incertezza cala con più dati e con dati più vari.
- Sui dati reali si ricava l'errore standard di ogni parametro.