Analisi di sensitività: cosa succede se i dati cambiano
Trovato l'ottimo, arrivano le domande: e se avessimo un'ora di lavoro in più? E se il prezzo di un prodotto salisse? Conviene lanciare un prodotto nuovo? L'analisi di sensitività (o di post-ottimalità) risponde senza rifare il simplesso da capo: usa il tableau finale per capire fino a dove la soluzione ottima resta valida e cosa succede quando smette di esserlo.
L'esempio: le vernici
Un colorificio produce quattro vernici, V1–V4, e vuole massimizzare il profitto settimanale. Ogni ettolitro richiede ore di lavoro in due reparti:
| V1 | V2 | V3 | V4 | Ore disponibili | |
|---|---|---|---|---|---|
| Miscelazione (h/hl) | 2 | 1 | 1 | 1 | 100 |
| Confezionamento (h/hl) | 1 | 1 | 2 | 3 | 150 |
| Profitto (€/hl) | 35 | 40 | 70 | 80 |
In forma matriciale, con gli ettolitri prodotti a settimana:
Il simplesso trova l'ottimo: produrre 50 hl di V2 e 50 hl di V3, nient'altro, per un profitto di 5.500 € a settimana. Le ore di entrambi i reparti sono usate tutte (). Il tableau finale contiene tutto quello che serve:
| termine noto | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| riga di | 3 | 1 | 0 | −1 | 2 | −1 | 50 |
| riga di | −1 | 0 | 1 | 2 | −1 | 1 | 50 |
| obiettivo | −15 | 0 | 0 | −20 | −10 | −30 | −5.500 |
Nelle colonne degli scarti si legge l'inversa della base (come spiegato nel simplesso con le matrici):
Tre formule bastano
Tutta l'analisi si basa sulle tre relazioni che legano la soluzione ai dati, dove perché il simplesso lavora sul problema di minimo:
Quando un dato cambia, cambiano queste quantità. La base resta quella ottima finché valgono due condizioni:
- ammissibilità: i valori delle variabili di base restano ;
- ottimalità: i costi ridotti delle variabili non di base restano .
Quanto vale un'ora in più: i prezzi ombra
Se il reparto miscelazione avesse 101 ore invece di 100, il profitto crescerebbe di 10 €. Il numero si legge nel tableau: è il costo ridotto dello scarto , cambiato di segno. Allo stesso modo un'ora in più di confezionamento vale 30 €.
Sono i prezzi ombra (o valori interni) delle risorse: quanto rende un'unità in più di ciascuna. Coincidono con la soluzione del problema duale. Il confezionamento è la risorsa più preziosa: se si può comprare un'ora di lavoro in più, conviene metterla lì.
Fino a dove vale: i termini noti
Il prezzo ombra vale solo finché la base ottima non cambia. Se le ore di miscelazione diventano , cambiano i valori delle variabili di base:
Perché restino non negativi serve , cioè ore di miscelazione tra 75 e 150. In tutto questo intervallo conviene ancora produrre solo V2 e V3, ogni ora vale 10 € e il profitto va da 5.250 a 6.000 €. Fuori dall'intervallo una delle due variabili diventerebbe negativa, e la base ottima cambia.
Per il confezionamento, con , lo stesso conto dà e : il prezzo ombra di 30 € vale per ore di confezionamento tra 100 e 200, con un profitto da 4.000 a 7.000 €.
Fino a dove vale: i profitti
Qui conta se il prodotto è già in produzione o no.
Un prodotto non prodotto: V1. è non di base. Se il suo profitto sale di , cambia solo il suo costo ridotto, che diventa . La base resta ottima finché è , cioè finché €/hl. Il costo ridotto si legge così: per rendere conveniente V1, il suo profitto deve salire di più di 15 €. A 50 €/hl esatti produrla o no è indifferente: il profitto resta 5.500 €.
Se per esempio sale a 65 €/hl, il costo ridotto diventa positivo, V1 entra in base e un'iterazione del simplesso porta al nuovo ottimo: circa 16,7 hl di V1 e 66,7 hl di V3, per 5.750 €. Lo stesso ragionamento per V4, con costo ridotto , dà €/hl.
Un prodotto già in produzione: V2. è di base, quindi il suo profitto entra in , e un cambiamento sposta tutti i costi ridotti insieme. Imponendo che restino tutti si trova che la produzione ottima non cambia finché €/hl. Cambia invece il profitto, perché si continua a produrre la stessa quantità di V2 a un prezzo diverso.
Il conto per il profitto di V2
Il simplesso lavora sul problema di minimo, dove il coefficiente di V2 è . Se il profitto aumenta di , il coefficiente scende di . è la prima variabile di base, quindi diventa , e i costi ridotti delle non di base diventano:
è la prima riga del tableau, letta nelle colonne delle non di base , , , : . Imponendo che tutti i costi ridotti restino :
Valgono tutte per , cioè €/hl. Il limite superiore viene da V4: se V2 rende molto, conviene spostare il confezionamento da V3 a V4 e produrre più V2. Il limite inferiore viene da V1: sotto i 35 €/hl conviene produrre V1 al posto di V2. Il valore del profitto nell'intervallo è €, perché si continuano a produrre 50 hl di V2.
Prodotti nuovi e vincoli nuovi
Un prodotto nuovo. Si pensa di produrre V5, che richiede 1 ora di miscelazione e 1 di confezionamento per ettolitro. Conviene? Basta calcolare quanto valgono, ai prezzi ombra, le risorse che consumerebbe:
V5 conviene solo se il suo profitto supera 40 €/hl: in quel caso il suo costo ridotto è positivo, entra in base, e il simplesso riparte dal tableau attuale. Se rende meno, togliere risorse a V2 e V3 per produrlo farebbe perdere più di quanto guadagna.
Un vincolo nuovo. Il magazzino può contenere al massimo 90 hl a settimana: . La soluzione attuale produce hl, quindi lo viola. Si aggiunge il vincolo al tableau e si riottimizza: il nuovo ottimo è 30 hl di V2 e 60 di V3, per 5.400 €. Se invece la soluzione attuale avesse rispettato il nuovo vincolo, sarebbe rimasta ottima senza fare niente.
Riepilogo
- L'analisi di sensitività usa il tableau finale per rispondere alle domande "e se…?" senza risolvere di nuovo.
- La base resta ottima finché valgono ammissibilità () e ottimalità ().
- I prezzi ombra (costi ridotti degli scarti, cambiati di segno) dicono quanto vale un'unità in più di ogni risorsa. Coincidono con la soluzione duale e valgono solo in un intervallo dei termini noti.
- Il profitto di un prodotto non prodotto cambia solo il suo costo ridotto. Quello di un prodotto in produzione li cambia tutti.
- Un prodotto nuovo conviene se rende più delle risorse che consuma, valutate ai prezzi ombra. Un vincolo nuovo va controllato sulla soluzione attuale.